IL TAPPETINO DEGLI YOGI (QUELLI VERI)
SCEGLIERE E TORNARE ALL’ESSENZIALE
Lo yoga appartiene ad una tradizione millenaria che dalla notte dei tempi fino a pochi decenni fa, è giunta a noi nel massimo della semplicità ed essenzialità.
Eppure oggi sembra indispensabile avere ogni sorta di accessori, supporti, cinghie tappetini di ogni tipo, vestiti … e la bellezza della semplicità è andata quasi totalmente persa! Ogni pochino appare sul mercato qualcosa di sensazionale, nuovo, imperdibile… indispensabile! Come a voler riempire quel vuoto, che quasi inevitabilmente rimane quando ci si ferma solo l’aspetto fisico di questa meravigliosa disciplina.
Ma come hanno fatto in tutti questi millenni? Cosa usavano gli yogi dell’antichità e cosa usano tutt’oggi?
Il più delle volte, soltanto con qualcosa di molto simile a questo: un semplice tappeto di cotone! C’è poi chi per la meditazione usa una stuoia di erba kusha oppure la pelle di un animale deceduto di morte naturale. Quest’ultima scelta ha il significato simbolico che lo yogi ha dominato la sua parte istintiva/ animale, anche perché la pelle isola dal magnetismo terrestre, quest’ultimo effetto viene attribuito anche all’erba kusha e a tessuti di lana o seta grezza.
O come mi ha detto un amico yogi in india, mettendo in risalto un aspetto assolutamente pratico: la ruvidità dell’erba kusha favorisce la circolazione delle gambe, quindi è più facile stare seduti 3 o 4 ore a meditare senza alcun disagio. Ma questa opzione non è sopportabile per la maggior parte degli occidentali!
Quindi per noi può andare benissimo un semplice tappeto di cotone o lana, certo, anche i tappetini di gomma sono comodi. Ma non gli darei l’importanza quasi assoluta che sembrano avere acquisito oggi giorno. Tanto per dirne una … se si considera che quando camminiamo e ci muoviamo durante le nostre giornate non lo facciamo su superfici antiscivolo, quell’aderenza artificiale va a discapito di un radicamento reale che si può conquistare praticando direttamente sul pavimento oppure su un tappeto di lana o cotone.
E’ curioso il fatto che seppure i più sanno che lo yoga appartiene ad una tradizione antica , la si considera come qualcosa di passato, lontano … e i modelli attuali sono più che altro dettati dal mercato o dall’esempio degli influencer del momento. Ma oltre a questo ci sono tutt’ora tradizioni vive e attuali, di yogi dalla cui vita avremmo davvero molto da imparare!
La semplicità, l’essenzialità, l’umiltà, la serenità in ogni circostanza… sono qualità che rifulgono illuminando tutta la loro persona.
E allora, prendiamo esempio da loro, perché davvero, meno è più!! Scegliete l’opzione più essenziale… e datevi la possibilità di apprezzare e godere della bellezza e della libertà che la semplicità offre!
E ricordarci più spesso il senso del percorso dello yoga, aiuta a non disperderci in questo mondo pieno di informazioni, stimoli e distrazioni!
Come scrive Radha Krishna nel commentario della Bhagavad Gita:
“La maturazione consiste nella purificazione del corpo, del principio vitale e del principio mentale. Quando la struttura che deve accoglierla è perfetta, l’eterna Luce risplende senza alcun impedimento”

Shanti Brancolini
Insegnante Yoga, Fondatrice di Passione Yoga e ideatrice del metodo Yoga su Misura, fin da bambina ha avuto modo di avvicinarsi allo yoga e trascorrere lunghi periodi di ricerca e pratica in India. Leggi la mia biografia





Ciao Shanty
Sono d’accordo con la semplicità, non solo x la pratica yoga.
Potresti fare una lezione di meditazione, x gli assoluti principianti? Come si comincia ?
Grazie ❣️ namastè
Semplicità in tutto ! Per quanto riguarda la meditazione nel blog cerca alla voce “meditazione” e troverai tante informazioni con video e articoli, intanto te ne allego uno.
Shanti
https://passioneyoga.com/blog/2016/07/27/meditazione-principianti/
Grazieeee, è importante ricordare tutto ciò
Grazie a te Mariella?
Shanti
un preziosissimo insegnamento da tenere e mente non solo per lo yoga. grazie
Verissimo Patrizia grazie?
Shanti
Grazie ? consigli preziosi❤️
?
Shanti
Grazie!!!❤
Grazie a te Silvana?
Shanti